Le aziende più strutturate non possono prescindere da attività di budgeting e controllo più o meno pervasive, ma comunque indispensabili alla dirigenza aziendale (prevalentemente composta da manager professionisti) per gestire strutture ed attività ecomomiche complesse: esse pertanto hanno di norma strutture e procedure dedicate a questo tipo di attività.
Vi sono poi le piccole e medie imprese per le quali le attività di controllo di gestione si configurano secondo una variegata gamma di espressioni legate alla personalità ed allo stile dell'imprenditore.
La prima domanda che ci si deve porre è
la seguente:
una
azienda di piccole o medie dimensioni può fare
a meno del controllo di gestione?
La risposta è sicuramente no: si può essere certi che ciasun imprenditore, che per definizione rischia del suo, ha bisogno conoscere l'andamento della sua azienda ed è più che interessato alle informazioni che è in grado di ottenere.
Occorre poi domandarsi:
la P/M azienda può trarre giovamento da una attività di controllo di gestione strutturata secondo adeguati criteri di tecnica aziendale?
Per dare una risposta a tale quesito, si può provare ad elencare una casistica di situazioni assolutamente concrete, che chi esercita attività d'impresa ha sicuramente avuto modo di riscontrare:
- ci sono alcune
aziende
concorrenti che praticano prezzi sensibilmente più bassi;
certo
un paio di loro sono fallite l'anno scorso, ma chi ha ragione?
- la linea di produzione potrebbe produrre il doppio ma
gli ordini
non arrivano: si potrebbe fare una politica di promozione sui
prezzi ma fino a dove ci si può spingere senza mettere a
rischio
l'azienda?
- la catena della GDO ha chiesto un ulteriore sconto ed un significativo contributo per il volantino: vale ancora la pena di fornirla o si sta solo cambiando soldi a proprio rischio e pericolo?
- il prezzo
della principale
materia prima è
aumentato notevolmente: è possibile tenere ancora duro senza
alzare i prezzi o bisogna cominciare a comunicare un aumento di listino
per il prossimo semestre?
- si potrebbe automatizzare una fase produttiva con una nuova
macchina, risparmiando così manodopera sulla
linea: è un investimento profittevole? Qual
è il
tempo di rientro?
- occorre sostituire, con un importante investimento in leasing, il
principale macchinario della linea: come considerare nei conti
aziendali l'ammortamento, visto che la vita utile della macchina
è il triplo del periodo di leasing?
- gli impianti sono ormai obsoleti: posso permettermi di resistere alla concorrenza senza effettuare nuovi investimenti?
- gli stipendi dei dipendenti non sono aumentati eppure non si riesce più a sostenerne i costi
- il totale del costo del personale è aumentato: questo è giustificato dall'andamento della produzione?
- meglio comprare quantità maggiori per ridurre il prezzo di acquisto o ridurre i costi di magazzinaggio?
- la banca è disposta a finanziare la nuova struttura ma vuole un piano industriale quinquennale
- l'azienda ha più linee di produzione e non si riesce a capire quale sia a fare andare male i conti
- l'azienda ha
più attività commerciali e
secondo ciascun responsabile sono gli altri di gestire male gli affari.
- non si riesce ad sostenere i pagamenti alle scadenze previste:
perchè il cash flow è diventato
negativo? E' una
crisi di liquidità o una situazione di perdita economica?
E così via per le molteplici situazioni che
richiedono ogni giorno all'imprenditore di fare delle scelte: penso che
alla domanda che avevamo lasciato in sospeso si possa rispondere:
sì, anche la P/M azienda può trarre un
significativo
apporto da una qualificata attività di controllo di gestione.

